bg_metagym

LE NOSTRE CURIOSITÀ

LO SAPEVI CHE... ?

PERCHE' STUDIARE IL METABOLISMO PER DIMAGRIRE?

STUDIARE IL METABOLISMO PER DIMAGRIRE

Se dovessi spostarmi in auto portandomi  dietro tutto il carburante necessario per il viaggio dovrei conoscere il “metabolismo” della mia auto  (peso, cilindrata del motore, tipo di carburante, resa energetica, ecc. ) ed il percorso (quanti chilometri e salite). Allo stesso modo per una terapia dietetica è necessario conoscere Metabolismo a riposo e livello di Attività fisica della persona che deve dimagrire.

METABOLISMO A RIPOSO

Il consumo a riposo si può A GRANDI LINEE  dedurre da peso, età e sesso mediante formule matematiche. E’ evidente però che a parità di età, sesso e peso chi ha più muscoli avrà un consumo più alto perché i muscoli hanno un metabolismo maggiore rispetto al grasso: si devono pertanto misurare separatamente muscoli e grasso per stimare il consumo di una persona.

Gli obesi hanno una maggior quantità di muscoli, pertanto consumano più energia (calorie) e di conseguenza mangiano più rispetto ad una persona non obesa per mantenere il proprio peso: per loro INGRASSARE E’ DIFFICILE.

QUANTO SI MANGIA?

Con le premesse di cui sopra si può esser certi che una persona obesa che mantiene il suo peso o addirittura lo aumenta sta mangiando “molto”  e se sostiene di mangiar “poco” è evidente che, dando per scontata la buona fede, non è consapevole di “quanto” mangia, ricordandoci che importa la quantità di calorie, non il volume del cibo. Pertanto si può mangiare POCO in volume e TANTO in contenuto energetico (calorie). Ecco perché prima di poter intervenire sull’alimentazione di una persona bisogna conoscere IN DETTAGLIO le sue abitudini alimentari, non basta “all’incirca”; differenze minime fra quanto si mangia e quanto si dovrebbe mangiare nel tempo fanno la differenza: 100 Calorie al giorno in più in fondo all’anno diventano oltre 35.000, sufficienti per far variare la massa grassa di 5kg!

MOVIMENTO E ATTIVITA’ FISICA

Certo, certo, finora non abbiamo considerato movimento ed attività fisica che sono misurabili ed  importanti per stimare il consumo e quindi il contenuto calorico di una dieta. Ma, perché non stimarli semplicemente chiedendo alle persone quanto si muovono? Perchè spesso non si ha un’idea corretta della propria attività fisica: si va al supermercato e si crede di aver fatto chissà cosa, oppure si fa una camminata 1-2 volte la settimana (con gli altri 5-6 giorni sedentari) e si crede di essere “molto” attivi!  Comunque, 2 ore di cammino a settimana per un anno per una persona di 100 kg si traducono (rispetto a non farlo) in una differenza di 4kg di massa grassa: non male.

Da quanto detto possiamo concludere che per dimagrire:

1.  lo studio del metabolismo è essenziale; 

2.  piccole, costanti modifiche dello stile di vita possono fare la differenza.


Pubblicato dal dr Cosimo Roberto Russo, titolare Metagym


PERDERE PESO, PERDERE GRASSO O PERDERE LE CATTIVE ABITUDINI?

IL PROBLEMA 

Ad una persona "tipo" di mezza età, diciamo 50 anni, che si reca dal proprio medico per un problema di Metabolismo quale Ipertensione (pressione elevata nelle arterie), Diabete (livelli di zucchero alti nel sangue), Dislipidemia (alterazione dei grassi nel sangue) oppure ancora Iperuricemia (acido urico elevato), "può capitare" di sentirsi dire: sei sovrappeso, devi dimagrire . (punto). In questa fattispecie è il punto che preoccupa perchè significa doversi arrangiare da sè (noi italiani, si sa, siamo artisti in materia). 

LE PSEUDO-SOLUZIONI

Se la persona "tipo" di cui sopra, invece di ignorare l'intimazione del medico (ammesso che il medico si sia preso la briga di farlo) decide davvero di darsi da fare per dimagrire può scegliere fra una vasta gamma di ciarlatani (incluso Centri Benessere che garantiscono un kg di "dimagrimento" a seduta, omeopati, naturopati,  tisanologi, ecc) oppure di tecnici dell'alimentazione (dietisti, nutrizionisti) oppure medici specialisti dell'alimentazione (dietologi) o ancora possono decidere di mettersi a correre o camminare o infine di andare in palestra. Si potrebbe pensare che con una scelta così ampia sia facile ottenere il risultato e invece no, ciò che è garantito, salvo rare eccezioni, è il fallimento che può essere immediato, ritardato di qualche mese dopo effimere perdite di peso o ancora ritardato di qualche anno dopo perdite di peso un po' meno effimere, ma pur sempre effimere.

LA SOLUZIONE

La soluzione di ogni problema, si sa, dipende dalla conoscenza del problema stesso, quindi delle sue cause e solo dopo ciò dall'affrontare ed eliminare le suddette cause. Nel caso della nostra persona "tipo" il problema ha cause multiple che spesso si intrecciano fra loro; inoltre, alcune di queste cause sono irremovibili (la predisposizione genetica) altre sono di difficile rimozione (le cattive abitudini, cioè uno stile di vita sbagliato). Come si può pensare che delle sedute presso un Centro Benessere o anche una prescrizione dietetica  possano incidere sullo stile di vita? Non lo si può pensare ed infatti non succede quasi mai. La soluzione è complessa così come è complesso il problema: richiede Studio del Metabolismo (la nostra persona sovrappeso ha problemi metabolici) una educazione alimentare (la persona sovrappeso mangia necessariamente male e/o troppo) una attività fisica mirata (non generica, non eccessiva, non insufficiente, non dannosa, non pericolosa), un sostegno della motivazione ad agire e a continuare ad agire per lungo tempo, forse un intervento psicologico, forse consulenze specialistiche (endocrinologo per studio della tiroide, del surrene, ecc.) 

UN CENTRO PER IL METABOLISMO?

Certo per l'attività fisica giusta (che a questo punto si chiama esercizio fisico o allenamento) ci vorrebbe un personal trainer o almeno un counselor preparato (si potrebbe chiamare lifestyle coach?) Per le abitudini alimentari "difficili" da modificare ci vorrebbe un nutrizionista o meglio un diet coach! E dove li trova la nostra persona con problemi metabolici tutti questi specialisti? Poi ci vorrebbero medici esperti dei problemi con i quali si confrontano le persone sovrappeso, psicologi, una palestra adatta, ecc.Potrebbe essere la soluzione giusta un Centro guidato da un Medico, specializzato per il  Metabolismo, in cui siano concentrate tutte le competenze e tutte le attrezzature necessarie? C'è un Centro così? Se non ci fosse non si dovrebbe "inventarlo"? 

Pubblicato dal dr. Cosimo Roberto Russo



SOGLIA ANAEROBICA: UNA BELVA DOMABILE

La prestazione nelle gare di corsa di lunga durata come la maratona dipende dalla capacità di mantenere a lungo un’intensità di esercizio elevata, più che dalla massima intensità possibile. Il parametro che meglio misura questa capacità è la soglia anaerobica, detta anche soglia del lattato, che è il massimo livello di intensità sostenibile senza che i livelli di acido lattico aumentino progressivamente fino a costringere l’atleta a fermarsi.

Vari metodi da campo permettono una stima più o meno approssimativa della soglia – il più noto è il test Conconi -  ma la sua identificazione accurata richiede la misurazione, nel corso di un test da sforzo incrementale su cicloergometro o tapis roulant, delle concentrazioni di Ossigeno e Anidride Carbonica nel respiro (VO2 e VCO2).  Il livello di intensità di esercizio in cui la VCO2 supera la VO2 – e questo avviene perché nel sangue si produce un eccesso di CO2 nel processo di tamponamento dell’acido lattico  – corrisponde esattamente alla soglia anaerobica.

Innalzare la soglia è lo strumento principale per ottenere miglioramenti nelle prestazioni di lunga durata come la maratona ed è un obbiettivo raggiungibile in tempi ragionevoli, con allenamenti specifici, che comprendano periodi di corsa ad intensità simile a quella corrispondente alla soglia (ad es. le “ripetute”). Il grafico, ricavato da dati reali di un podista amatore di 60 anni, dimostra che si può innalzare sostanzialmente il carico corrispondente alla soglia permettendo di rimanere "sotto soglia" e quindi in sicurezza di prestazione, ad andature di gara sempre maggiori.

Peraltro è ben noto ai maratoneti che  l’andatura sostenibile durante una maratona è inferiore a quella della soglia anaerobica; al contrario andare “fuori soglia” anche per pochi minuti non è mai opportuno e può essere il preludio ad una interruzione forzata della gara. Ma in che misura l’andatura di gara deve essere inferiore a quella corrispondente alla soglia dipende ancora da allenamenti specifici, in questo caso il cosiddetto “Medio” o il “Ritmo Gara”. Per un maratoneta il risultato degli allenamenti specifici è pertanto duplice: innalzare la soglia anaerobica e ridurre la differenza fra l’andatura sostenibile effettivamente in gara e l’andatura corrispondente alla soglia. L’insieme di questi due fattori può determinare un miglioramento sostanziale della performance in maratona.

Per quanto detto gli allenamenti finalizzati all’ innalzamento della soglia anaerobica dovrebbero essere considerati molto importanti per un maratoneta o un ciclista, qualunque sia il suo livello iniziale, ma specialmente dopo aver costruito una solida base di resistenza all’ allenamento di lunga durata. 

Inoltre, gli allenamenti finalizzati ad aumentare l’andatura di gara avvicinandola a quella della soglia sono come sopra detto altrettanto importanti. Ma se non agiscono sulla soglia, su quale altra caratteristica fisiologica agiscono questi allenamenti centrati sull’ andatura di gara? Beh, questa è un’altra storia e ne riparleremo.

Pubblicato da Cosimo Roberto Russo, titolare Metagym



DIABETE ed ATTIVITA' MOTORIA

Prefazione: 190 milioni sono i diabetici di tipo II nel mondo, dei quali 171 milioni, circa il 90% gli obesi.

Esiste dunque una forte correlazione tra obesità e diabete.E' quindi facile capire come attività fisica e dieta. attraverso il miglioramento della composizione corporea, possano ridurre il rischio di incidenza del diabete (American Diabetes Association, Standards of mediacal care in diabetes, 2010).

Le più recenti e valide linee guida per svolgere attività fisica, sono state pubblicate dal dipartimento della sanità americano nel 2008 (Departement of Health and Human Services, Physical Activity Guidelines Advisory Committee Report, 2008) e ci raccomandano di svolgere 150 minuti di attività aerobica a settimana di intensità moderata tra un 40% ed un 60% del massimo consumo di ossigeno (VO2max), o 90 minuti di attività vigorosa oltre il 60% del VO2max.

(Il VO2max rappresenta la quantità massima di ossigeno fornita dal sangue e utilizzata dai muscoli)

Per quanto riguarda l'allenamento con i sovraccarichi (di resistenza), viene indicato il tempo necessario per svolgere 3 serie da 8/10 ripetizioni. Il carico è 70% - 75% dell'1RM (ripetizione massimale: il carico massimo che è possibile usare per completare una sola ripetizione). Ed infine viene raccomandata una frequenza di 3 volte la settimana sia per quanto riguarda l'attività aerobica che per quella di resistenza, combinando magari insieme le due metodiche.

Modalità e frequenza di allenamento ideali dovranno del resto essere raggiunte con gradualità in coloro siano decondizionati o comunque non abituati all'esercizio fisico.

In METAGYM troverete l'ambiente adatto e personale qualificato e disponibile per aiutarvi e motivarvi a migliorare la vostra performance e prevenire il diabete

LA PIRAMIDE DEL WELLNESS LIFESTYLE® (Technogym)

LA PIRAMIDE DEL WELLNESS LIFESTYLE® (Technogym)
Una guida originale e sintetica per illustrare al meglio le componenti che concorrono al raggiungimento del benessere psico-fisico completo (movimento, alimentazione e approccio mentale).

« 1 2 3 4 5 »