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STRESS? ANSIA? DEPRESSIONE? COMBATTILI CON L'ESERCIZIO FISICO!

Lo stress indica la risposta dell'organismo a stimoli, definiti stressor, che tenderebbero a peggiorare l'equilibrio funzionale del corpo.
Gli elementi che producono stress possono essere fisiologici o psicologici: fattori come attività fisica eccessiva, cambiamenti di temperatura o di altitudine ma anche di natura microbica, tossica o traumatica sono da considerarsi fattori fisiologici; quelli invece di natura emotiva, come ad esempio problematiche familiari o lavorative, esami da affrontare etc., sono da considerarsi fattori psicologici.
Questi cambiamenti sono mediati dall'attivazione del sistema nervoso simpatico e dalle ghiandole surrenali. I glucocorticoidi, tra i quali si ricorda il principale: cortisolo o ormone dello stress, appunto, vengono prodotti dalla corteccia surrenale. Promuovono l'utilizzo dei grassi, il catabolismo proteico, quindi la distruzione della massa muscolare, aumentano l'emissione di glucosio dal fegato al circolo sanguigno, sopprimono la liberazione e l'attività dell'ormone della crescita e svolgono un'azione immunodepressiva, riducono cioè le difese immunitarie.

L'ATTIVITA' FISICA gioca, un ruolo fondamentale per la gestione dello stress psicologico, riducendo lo stato di ansia ed i sintomi della depressione moderata, aumentando, conseguentemente, la sopportazione dello stress fisico.
Per i soggetti tesi, sono sufficienti esercizi ritmici a bassa intensità, 30-60% della frequenza cardiaca massimale, come camminare o andare in bicicletta, svolti, in maniera continuativa, per 20-30 minuti al giorno per diminuire i livelli di tensione muscolare.
L'esercizio vigoroso regolare, invece, consente di dissipare emozioni come la rabbia, la paura e la frustrazione. Con il raggiungimento di piccoli obiettivi, viene migliorata la percezione di sé, delle proprie capacità e della propria autostima. 
L'esercizio produce dei cambiamenti biochimici che modificano lo stato psicologico. Per esempio un livello basso di noradrenalina, ormone prodotto dalla midollare surrenalica, è associato alla depressione. Durante l'esercizio, i livelli plasmatici di noradrenalina aumentano e ciò aiuterà ad alleviare i sintomi della depressione.
L'esercizio può inoltre aumentare i livelli di endorfine nel cervello. Queste sostanze, simili alla morfina, hanno un effetto narcotico che induce sentimenti di piacere e benessere.

SALUTE E MALATTIA: concetti astratti?

La maggior parte degli italiani alla domanda su come giudicano la propria salute rispondono: buona o abbastanza buona. I miei pazienti non fanno eccezione a quanto evidenziato dagli studi scientifici, dicono di star bene o abbastanza bene (nessuno si dichiara "malato") e aggiungono: sono pieno di dolori, ma alla mia età è normale, no?. Io di solito domando: come affronti questi dolori? Rispondono: prendo questo o quell'antiinfiammatorio, quando non riesco a RESISTERE (di solito 1-3 volte la settimana). Qualche volta dico che non è normale, che io non ho alcun tipo di dolore, così come non li hanno TUTTI quelli che praticano regolare ESERCIZIO FISICO che includa sia attività di durata che di forza. A questo punto mi guardano male, pensano che sono bugiardo o sbruffone e che, evidentemente, voglio vendere abbonamenti di palestra!! Proseguendo l'anamnesi viene spesso fuori che hanno pressione alta per cui prendono una pasticchina o due, colesterolo alto (altra pasticchina) e magari anche diabete (altre due o tre pasticchine) e perfino osteoporosi per cui non prendono nulla perchè il loro medico a questo punto si è arreso o semplicemente perchè l'osteoporosi non duole e si può aspettare (che arrivino le fratture, perchè tanto quelle arrivano in età avanzata oppure dicono, come fa mia madre: “mi sono fratturata perché sono cascata”). Un po' sconfortato proseguo la mia brava anamnesi per scoprire che il mio paziente "sano" ha alcune intolleranze alimentari (chi non le ha?) per cui non digerisce, dorme male (fra dolori e prostata, o magari caldane da menopausa è tutto un risvegliarsi e tentare di riaddormentarsi)), non va regolarmente di intestino e “si aiuta” con “rimedi naturali”, rinuncia a tanti svaghi perché “non ce la fa”, è “stanco”, e poi ha un brutto carattere, è ansioso (o depresso). A questo punto, per carità di patria rinuncio a chiedere della vita sessuale (del resto, al mio paziente in buona salute, fra adipe debordante, energie calanti, dolori invadenti e desiderio non esercitato chi glielo fa fare ad avventurarvisi?). A questo punto ho già rinunciato a dire che tutto ciò NON è normale e, parimenti, non dico che quelle famose persone che “come me” fanno esercizio fisico vero digeriscono bene, vanno regolarmente di intestino, non si fanno dominare dall’ansia né schiacciare dalla depressione, dormono bene e, dulcis in fundo, hanno una vita sessuale attiva ad ogni età.
Eppure, eppure il mio ineffabile “paziente-tipo” si considera in buona salute, ritiene di non avere abbastanza tempo (e/o soldi) per occuparsene (del resto la buona salute ce l’ha già e poi, in caso, ci sono le pasticchine che risolvono) e resistono alla … tentazione di accettare il mio invito ad iniziare un percorso rivolto alla BUONA SALUTE, quella vera, che non è solo ASSENZA DI DIAGNOSI di una malattia ma è anche, e soprattutto, star bene, in forma e vivere la propria vita, fino in fondo, da protagonisti e non da vittime. Il mio sogno? (che mi piacerebbe trasmettere a tutti): morire in forma...a 120 anni però...


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